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PUNTI FORTI E PUNTI DEBOLI

  • 25 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Beats 2 and 4 are the children of beats 1 and 3.

You can-t snap your fingers, clap your hands,

or play the hi/hat on 2 and 4 unless you are feeling 1 and 3

John Riley, The art of Bop Drumming



IL PUNTO PIÙ FORTE DELLA BATTUTA

Il nostro cervello cerca sempre di ottenere il massimo risultato senza sprecare risorse, per questo tendiamo a categorizzare e ad evitare il caos. Quando siamo di fronte al suono del metronomo, spesso istintivamente non accettiamo il fatto che sia una costante infinita ma cominciamo a voler contare questi battiti, scansionarli, numerarli. Per fare questo chiudiamo le pulsazioni in gruppi e l'inizio del gruppo diventa un riferimento temporale privilegiato. In musica questi gruppi vengono chiamati battute¹.


L'inizio di ogni battuta è uno dei punti forti di un brano. Su questo punto abbiamo concentrato la nostra aspettativa.

L'aspettativa cade dove prevediamo che possa avvenire il prossimo evento.

DUE E TRE

Con gruppi da due o tre pulsazioni, come potrebbero essere i metri² da due o tre quarti, più ci si allontana dall'accento principale a inizio battuta e più le altre pulsazioni interne alla battuta diventano deboli. Abbiamo dunque una specie di gerarchia interna in ogni metro.


>> MOLTO FORTE

// DEBOLE

/ MOLTO DEBOLE

Si parte con la gerarchia di punti forti e deboli nelle battute da due o tre movimenti.

ALTRI METRI

Due e tre sono la base per decidere dove sono i punti forti o deboli delle battute. Se infatti avessimo, ad esempio, un metro composto da cinque quarti, potremmo vederlo come 2+3 oppure 3+2, la gerarchia delle pulsazioni interne alla battuta andrà di conseguenza come si è già visto nel paragrafo precedente.

Due o tre movimenti sono la cellula base per costruire ritmi più complessi.

METRI SIMMETRICI

Nei casi in cui il metro si possa dividere in due, l'accento che inizia la battuta sarà più forte dell'accento che la divide a metà.

Se abbiamo un metro che è il doppio di due o tre, si ripeterà la gerarchia duplicandola.

SUDDIVISIONI

L'inizio della battuta non è l'unico punto forte di una canzone. Se infatti prendo un quarto e lo divido in quattro sedicesimi, questi sedicesimi avranno una gerarchia uguale a quella del metro dell'immagine precedente : >>, //, >, /.

Tempi forti e deboli nelle suddivisioni della pulsazione principale.
Tempi forti e deboli nelle suddivisioni ternarie della pulsazione principale.

IPERMETRO

Non solo le suddivisioni ricalcano le dinamiche del metro, ma anche le strutture più ampie come semifrasi, frasi e periodi. Una battuta raramente esiste isolata: è quasi sempre parte di un’organizzazione temporale più grande, anch’essa dotata di punti forti e deboli. Questa prospettiva macro-strutturale è fondamentale per comprendere direzione e forma di un brano.

Tempi forti e deboli nell'ipermetro.

Tempi forti e deboli nel periodo musicale (8 battute).

COME SI USANO I PUNTI FORTI E DEBOLI?

Come musicisti abbiamo una certa libertà nel decidere quali punti del metro accentare, attraverso le tecniche di accentazione³. L’accentazione arbitraria di punti forti e deboli genera il ritmo. Sottolineare i punti deboli non annulla l’efficacia dei punti forti, ma può, come avviene in generi quali il funk, circoscriverli e renderli ancora più evidenti per contrasto. Se però ogni strumento del brano si allinea a un metro differente, il riferimento metrico svanisce; perché il metro resti percepibile è necessario che almeno un elemento musicale significativo lo espliciti.


PROSPETTIVA SCIENTIFICA

Questa tendenza al raggruppamento è confermata da numerosi esperimenti sul fenomeno dell’entrainment. Ascoltando un impulso regolare, come quello di un metronomo, l’attività neurale mostra picchi periodici che si allineano non solo alla pulsazione di base, ma anche ai suoi multipli e sottomultipli⁴. Questi picchi riflettono l’organizzazione gerarchica del tempo musicale nel cervello: i rapporti temporali semplici vengono stabilizzati più facilmente, mentre quelli più complessi risultano percettivamente più deboli⁵.


ESEMPIO

Qui il testo calca i punti forti e anche il significato delle parole enfatizza l'effetto musicale, il risultato è un messaggio chiaro e funzionale sotto tutti i punti di vista.


Esempio di un brano che sfrutta bene i punti forti e deboli per espressività artistica...

CONCLUSIONE

Al musicista professionista è richiesta una profonda consapevolezza di questa gerarchia all'interno del metro stabilito, che comprende anche suddivisioni e ipermetro. La scelta di accentuare un punto forte o un punto debole non solo può cambiare drasticamente un brano ma negli anni ha anche avuto il potere di formare quei pattern che sono la base di interi generi musicali e culture⁶.




NOTE:

  1. Lerdhal e Jackendoff, Generative Theory of Tonal Music Pag. 41

  2. In spagnolo metro e battuta sono la stessa cosa, ovvero il compàs.

  3. Fra queste: modulazione del pitch, densità orchestrale, ricchezza timbrica, accento agogico, ecc.

  4. I sottomultipli sono associati alle frequenze subarmoniche e sottolineano i punti forti della sezione che stiamo analizzando. I multipli sono associati alla serie degli armonici e generano ulteriori suddivisioni

  5. Edward Large, Neural networks for pulse perception in musical rhythm

  6. Enric Herrera, Teoria Musical y Armonia Moderna vol 1, pag 64

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