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PULSAZIONE

Aggiornamento: 21 ago 2025

  • potenzialmente infinita

  • ha origine nella mente

  • coinvolge area motoria e mnemonica del cervello

  • sincronizzabile con l'esterno e misurabile con ElettroEncefaloGramma

  • comune denominatore fra due eventi contrastanti

  • rappresentata bene da impulsi inferiori ai 100ms


La pulsazione è un fenomeno prima di tutto mentale: è quella sensazione che ci fa muovere il piede quando ascoltiamo musica e ci permette di ordinare e relazionare fra loro vari eventi musicali, in un certo senso di misurarli. La pulsazione è l'unità di misura del tempo. Spesso la associamo al suono di un metronomo ma la pulsazione risiede nella nostra mente e, potenzialmente, è infinita.


NEL MONDO DIFFERENTI EVENTI SONO RELAZIONATI A UNA PERIODICITÁ.


SINCRONIZZAZIONE ESTERNA¹

Cos'hanno in comune il cambio delle stagioni e il battito del cuore?

Entrambi sono esempi di come la nostra mente interpreta il contrasto tra eventi opposti come una pulsazione. Nel caso del cuore, l'alternanza tra contrazione e rilassamento crea un pattern che percepiamo come ritmo. Per le stagioni, l'alternanza tra periodi caldi e freddi forma un ciclo che interpretiamo come un andamento ritmico regolare.

Vuoi unire autunno e inverno in un'unica stagione o suddividere i battiti del cuore in gruppi da cinque? Puoi farlo! La tua mente ha il controllo².


Certo il contrasto degli eventi è qualcosa che quasi tutti i nostri simili possono percepire con i loro sensi e quindi è in grado di coordinarci come specie e di far si che tanto in Giappone quanto in Argentina la scansione delle stagioni sia la stessa. La pulsazione è anche uno strumento di connessione sociale.



PULSAZIONE ARTIFICIALE

Si pensi alla suddivisione delle ore, o degli anni, non in tutto il mondo avviene allo stesso modo e non sempre i minuti sono scanditi da un qualche fenomeno naturale. Potremmo decidere di suddividere le ore in 100 parti, e se tutti adottassimo questa divisione, diventerebbe il nuovo standard. L'uomo ha la straordinaria abilità di svincolarsi dalla natura per inventare una propria periodicità artificiale alla quale poi gli altri suoi simili sono in grado di connettersi.

Se scelgo arbitrariamente una pulsazione in quattro quarti a 80 BPM, gli altri musicisti avranno il potere di sincronizzare la loro pulsazione interna al mio tempo. Quando suoniamo uno strumento o cantiamo ci affidiamo perlopiù a una pulsazione artificiale creata dalla mente umana, anche in assenza di fenomeni naturali.


Questo dimostra come la mente possa mantenere periodicità interna che guida la nostra percezione e produzione musicale sincronizzando il suo clock tanto a fenomeni obiettivi e naturali, quanto a fenomeni artificiali, prodotti dall'essere umano.



SCOPERTE SCIENTIFICHE

Fin dai primi mesi di vita l'essere umano può "agganciarsi" a pulsazioni esterne e interne e mantenere un ritmo³. Questo fenomeno è stato dimostrato attraverso studi che utilizzano l'elettroencefalogramma. I risultati mostrano che, quando ascoltiamo musica, l'EEG rileva picchi di attività elettrica nelle aree motorie e mnemoniche del cervello.

Altra interessante scoperta è che, sebbene la risposta del cervello a ritmi semplici (isochroni) lasci poco spazio a interpretazioni, quando si tratta di ritmi complessi o sincopati le risposte dell'EEG non sono così coerenti.



SOGGETTIVITA'⁴

Infatti, nei brani musicali complessi, diverse persone possono percepire pulsazioni differenti. Questo accade perché il nostro cervello fatica ad anticipare le pulsazioni di ritmi che non siano semplici e tende a organizzare i suoni in modelli che abbiano senso per noi, basandosi sull'esperienza personale e la cultura musicale. La mente non è un semplice ricevitore passivo, ma un creatore attivo nell'interpretare la pulsazione⁵.


Un magistrale esempio di come varie interpretazioni del pulso possono sincronizzarsi e collaborare è In C di Terry Riley. Forse ancora più esemplificativo di come una pulsazione possa svincolarsi da ogni comune denominatore e seguire la soggettività del singolo individuo, anche in un contesto di ensamble: Jardìn de las delicias, Mauro de Maria.



PREVISIONE

Hai mai notato come il tuo cervello anticipa il ritmo della tua canzone preferita? Questo accade grazie a dinamiche neurali di eccitazione e inibizione, che ci portano ad immaginare la presenza di uno o più oscillatori interni, come dei metronomi nella nostra testa. Queste oscillazioni permettono al cervello di prevedere quando avverrà il prossimo evento, facilitando l'elaborazione temporale della musica e migliorando la nostra capacità di anticipare la prossima pulsazione.


Quando una pulsazione esterna viene improvvisamente interrotta, l'EEG continua a mostrare segnale, dimostrando che il nostro cervello è in grado di anticipare gli eventi anche senza bisogno che siano espliciti. Se la pulsazione continua ma viene disturbata da un cambiamento di timbro o di tono, si crea una rottura, un contrasto. In quel momento, l'EEG continua a mostrare la pulsazione ma contemporaneamente si correggerà per formulare una nuova serie o sequenza.



RESET

Quando c'è un errore nella pulsazione esterna, la mente umana si "resetta" grazie ai meccanismi neurali di adattamento e plasticità. Studi EEG mostrano che il cervello rileva l'incoerenza e genera un rapido picco di attività per correggere il modello ritmico. Questo processo coinvolge la corteccia prefrontale e le aree motorie, responsabili dell'anticipazione e della sincronizzazione. La mente non solo si adatta, ma crea una nuova predizione basata sui cambiamenti, garantendo una continua percezione del ritmo anche in situazioni di disturbo. Questo fenomeno dimostra l'incredibile flessibilità del nostro sistema nervoso.



PULSAZIONE NELLA CURA DEI DISTURBI NEUROLOGICI

La pulsazione e il ritmo hanno implicazioni significative in ambito terapeutico, in particolare nei disturbi neurologici. Nei pazienti affetti da Morbo di Parkinson, terapie basate sul ritmo hanno mostrato risultati promettenti nel migliorare la coordinazione motoria. La sincronizzazione con stimoli ritmici esterni può aiutare a compensare le difficoltà nel controllo dei movimenti.

La dislessia è caratterizzata da difficoltà nella decodifica del linguaggio scritto e parlato. Studi indicano che gli individui dislessici hanno una minore capacità di tracciare le informazioni temporali a bassa frequenza nel segnale del parlato. Esercizi ritmici possono migliorare la sincronizzazione neurale, potenziando le abilità di lettura e comprensione⁷.


CONCLUSIONE

La pulsazione collega ritmi naturali e artificiali, coinvolgendo aree cerebrali come quelle uditive, motorie e della memoria. Gli studi EEG mostrano che fin dai primi mesi di vita possiamo sincronizzarci con pulsazioni esterne e persino anticiparle. Una delle caratteristiche più importanti del nostro clock interno è la capacità di connettersi ai clock esterni, naturali o artificiali: essere musicisti spesso significa proprio questo.



Note

  1. 1. Questo processo di sincronizzazione è chiamato "entrainment" ed è modellato su uno o più oscillatori interni [Schroeder et al., 2008]

  2. Si pensi ad esempio, alla musica latinoamericana, dove la clave è spesso implicita piuttosto che suonata direttamente. Allo stesso modo, le timeline nella musica africana servono come struttura temporale, pur potendo rimanere inaudibili e lo stesso avviene con certe melodie come quelle della cultura balinese.

  3. Minuto 1.34 : Rhythm and the Brain: Surprises from Cognitive Neuroscience

  4. Ad esempio, quando ascoltiamo una canzone ricca di strati ritmici, potremmo agganciare la nostra percezione del beat alla linea del basso, alla batteria o a un altro strumento, creando interpretazioni diverse dello stesso ritmo.

  5. Rhythm and Shifting Our Perception | David Alderdice | TEDxPaonia

  6. Mauro de Maria, Jardín de las delicias

  7. Minuto 13.37 Rhythm and the Brain: Surprises from Cognitive Neuroscience


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