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TRIADI DIATONICHE

  • 1 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 3 giorni fa

La parola diatonico deriva dal greco diatonikós (diá = “attraverso”, tónos = “tono”), e significa “procedere attraverso i toni”.


Armonizzare la scala maggiore significa associare ad essa degli accordi, triadi in questo caso. Quando lavoriamo con una scala, la scelta più sicura è spesso quella di limitarsi a usare solo le note che le appartengono, questo significa diatonico: usare solo le note della scala di riferimento. Dunque le triadi diatoniche usano solo le note della scala e si adattano a queste.


A ciascuna nota della scala possiamo sommare due note verticalmente: un intervallo di terza e uno di quinta. Quando aggiungiamo la terza dobbiamo stare attenti a scegliere il modo giusto per non uscire dalle note messe a disposizione dalla scala. Per esempio, se armonizziamo la scala di Do maggiore, non possiamo costruire una terza maggiore (+4 semitoni) partendo dalla nota Re perché otterremmo un Fa♯, che non appartiene alla scala. Per armonizzare il RE, seconda nota della scala maggiore, abbiamo una terza minore (+3 semitoni), un Fa, una nota che appartiene alla scala.

La stessa logica si applica alle quinte: tutte le quinte sono giuste (+7 semitoni), tranne sul settimo grado della scala, dove la scala ci obbliga a usare una quinta diminuita (+6 semitoni).


In generale, avere a disposizione solo le note di una scala per costruire accordi è un vincolo utile: le note esterne alla scala tendono a essere più difficili da gestire.


SOVRAPPOSIZIONE DI TERZE

Invece di contare i semitoni dalla fondamentale per trovare la quinta, possiamo ragionare in termini di sovrapposizione di terze. Partendo da Do: aggiungendo una terza maggiore (+4 semitoni) otteniamo Mi; da Mi, aggiungendo una terza minore (+3 semitoni) arriviamo a Sol, che è la quinta di Do. Se da Mi aggiungessimo una terza maggiore, arriveremmo a Sol♯/La♭, che è fuori dalla scala. Vige il principio dell'alternanza.

Gli accordi maggiori si costruiscono sovrapponendo una terza maggiore seguita da una minore. Gli accordi minori si costruiscono sovrapponendo una terza minore seguita da una maggiore. Ma gli accordi diminuiti si costruiscono sovrapponendo due terze minori.


I

II

III

IV

V

VI

VII

DO

RE

MI

FA

SOL

LA

SI

+3a maj

+3a min

+3a min

+3a maj

+3a maj

+3a min

+3a min

MI

FA

SOL

LA

SI

DO

RE

+3a min

+3a maj

+3a maj

+3a min

+3a min

+3a maj

+3a min

SOL

LA

SI

DO

RE

MI

FA

=

=

=

=

=

=

=

DO+MI+SOL

RE+FA+LA

MI+SOL+SI

FA+LA+DO

SOL+SI+RE

LA+DO+MI

SI+RE+FA

MAJ

MIN

MIN

MAJ

MAJ

MIN

DIM


UN METODO VELOCE

Per ricavare triadi diatoniche rapidamente, posso semplicemente visualizzare le note della scala, scegliere la nota fondamentale e in senso ascendente saltarne una, raggiungere la successiva per avere la terza, saltarne un'altra e scegliere la successiva per la quinta: un tasto si e un tasto no per avere la mia triade. Parto dalla nota che mi interessa (che diventa la fondamentale), salto una nota della scala e arrivo a quella successiva: quella è la terza. Poi, partendo dalla terza, salto un’altra nota e arrivo a quella successiva — quella è la quinta.


TRIADI DIATONICHE
C MAJOR SCALE

CONCLUSIONE

Il metodo più affidabile per armonizzare una scala maggiore in triadi è imparare i sette tipi di triadi che essa produce: sapere che i gradi I, IV e V hanno triadi maggiori, che i gradi II, III e VI hanno triadi minori, e che il VII grado ha una triade diminuita. A quel punto, con un po’ di esperienza, dovremmo essere in grado di ricordare a memoria le terze maggiori e minori di ciascuna nota della scala, così come la quinta e la quinta diminuita.

Naturalmente, questo livello di familiarità non deriva necessariamente da un apprendimento meccanico, ma può essere anche il risultato di anni di pratica.


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